Associazione per la tutela e la salvaguardia dei rapaci notturni in Italia

GRUPPO ITALIANO CIVETTE

I segreti dei canti della civetta

 

Quante volte associamo ad un uccello una serie di luoghi comuni, convinzioni, presunte realtà che poi risultano poco veritiere? Le civette ne sono un esempio eclatante: annoverate tra i predatori della notte, ma tanto notturne, come scopriremo, non lo sono! Il comportamento e la potenziale attività diurna di una civetta Athene noctua è correlata con le stagioni, gli ambienti, la latitudine e le condizioni meteorologiche. Rispetto ad altri predatori notturni, la civetta ha l’abitudine di muoversi, di riposarsi e persino di alimentarsi anche in pieno giorno rendendosi visibile agli occhi talvolta increduli di molti neofiti naturalisti.

Chi conosce le civette, al contrario sa che questi piccoli predatori cercano di sfruttare in modo ottimale l’ecosistema che hanno colonizzato e se vi sono buone risorse trofiche o devono sostenere la propria nidiata non si esimono dal muovere autentiche battute di caccia non solo al crepuscolo e di notte ma anche in pieno giorno.
Ma nel loro comportamento le civette nascondono un segreto etologico che è stato svelato di recente nelle pagine della rivista Behavioural Ecology and Sociobiology. Durante l’estate tutti noi avremo ascoltato, almeno una volta, il canto di una civetta; questo rilievo nasce dal fatto che specie in estate le nostre finestre, per rinfrescarci, restano aperte anche di notte, perché frequentiamo maggiormente i luoghi all’aperto (rispetto all’inverno) e quindi siamo portati a credere che questa specie sia più vocifera in questo periodo. La verità è che in estate, specie da luglio a settembre agli adulti si aggiungono molte giovani civette che hanno un’attività vocale molto elevata, tuttavia alcuni ricercatori francesi non si sono fermati alla apparenze ed hanno cercato di far luce sul misterioso ed esteso vocalizzo di questi piccoli strigidi. Già svariati anni fa, l’ornitologo tedesco Exo affascinato dalle vocalizzazioni delle civette le aveva studiate in modo approfondito evidenziando una grande variabilità di canti, versi e stridii; oltre 40 strofe che compongono una grande capacità, quasi sinfonica, delle civette. Il team di ornitologi francese però ha scoperto che i maschi cantori utilizzano la loro “voce” per conquistare le compagne (fin qui niente di nuovo); ma esiste un momento della giornata durante il quale si assiste ad un intensificazione di questo messaggio d’amore: una sorta di serenata per Lady Civetta!

Hardouin e i suoi collaboratori, che hanno lavorato sotto l’egida del Centre d’Etudes Biologiques de Chizé, hanno cercato di capire se le civette hanno un momento della giornata durante il quale il loro canto può avere un significato sociale più definito e non limitato a canti di allarme o di territorialità. I risultati sono davvero sorprendenti o forse lo sono meno per chi crede che la comunicazione animale sia un linguaggio intricato, inesplorato ma reale! Il canto all’alba è una caratteristica etologica nota per molti Passeriformi e questo poiché i vocalizzi all’alba sanciscono spesso le gerarchie definendo le qualità dei maschi e dei loro potenziali rivali; i civettologi francesi hanno cercato di capire se questo aspetto etologico si riproponga anche per questi piccoli predatori notturni, o presunti tali. Le civette al contrario dei Passeriformi, sembra abbiano scelto nel crepuscolo il momento migliore per esibire il concerto corale con il quale attirare le attenzioni delle loro future partner, quindi per le civette che spesso sentiamo cantare all’imbrunire, quel momento si trasforma nel loro magic moment per conquistare le femmine.